Le nostre commedie

2019

Non ti pago

2018

2017

2016

E’ asciuto pazz ‘o parrucchiano

La pazzia di un prete

ImmaginePietrasanta, paesino contadino diviso tra religione, credenze popolari e superstizioni. Siamo nella casa di Don Sandro, parroco del paese, della sua indomabile perpetua donna Rosa e dell’isilarante sacrestano Modestino. Il parroco, con ogni mezzo, combatte scaramucce, litigi e difficoltà dei fedeli, provando a consolidare la loro fede operando spesso con ingenui sotterfugi e finti miracoli. Ma a compilare e mischiare le carte è una vicenda ricca di personaggi, intrecciati dal tentativo del sacerdote di tenere il paese unito e vivo nella vera “fede”. Saliranno alla ribalta scenica il sindaco, un avvocato mangione, una baronessa con famiglia a seguito, una maestrina ragazza madre, un contadino con il vizio di rompere la dentiera alla moglie e altri personaggi paesani che, tra contrasti e mezze verità, porteranno quasi alla pazzia don Sandro facendo smuovere tuttavia le coscienze di tutti facendo emergere i “peccati” commessi dai protagonisti del paese. La situazione richiederà addirittura la presenza del Vescovo, che, nel tentativo di indagare sul “miracolo” e risolvere questa complicata vicenda, arricchirà un finale che, si spera, farà sorridere, riflettere ma anche sperare in un momento difficile come quello che il nostro “grande paese” attraversa.

2015

Mettimece d’accordo e ce vattimme

Pronti per il "salto". Viaspettiamo il 12 e 13 giugno 2015 al Teatro Palamostre di Udine

La commedia che la Compagnia porta in scena per la stagione teatrale 2015 fu scritta da Di Maio nel 1979 e rappresentata per la prima volta al Teatro Sannazaro di Napoli alla fine dello stesso anno dalla compagnia Nino Taranto/Luisa Conte. Ambientata agli inizi degli anni settanta in un classico appartamento della classe media  napoletana. La famiglia Iaccarino composta dal protagonista Geppino, da Alfonso, l’anziano padre, dalla sorella Cristina oltre che  da Margherita, moglie di Geppino e loro figlia Marisa. Causa alcuni equivoci tra marito e moglie, questi decidono di  separarsi, creando molteplici situazioni comiche causati da equivoci e malintesi tra i due e i componenti che abitualmente frequentano la loro casa.

2014

Nu’ Bambiniello e tre San Giuseppe

locandina (14)La commedia è ambientata agli inizi degli anni sessanta in un piccolo paesino alle porte di Napoli, dove Carmelina (Carla Navarra), spinta dalla madre Lionora (Patrizia Caruso) ma non condiviso dal marito Pasquale (Marcello Altieri) per sfuggire ad una realtà claustofobica e provinciale, accetta di recarsi a Roma, a Cinecittà, dove, contrariamente ai sogni e alle speranze che aveva riposto nel mondo incantato della celluloide, ai facili guadagni e alla grossolana popolarità, si ritroverà a girare un volgare filmetto hard, destinato ad un pubblico dalle semplici e becere emozioni. Pasquale racconta la terribile vicenda all’amico Filiberto (Giovanni Caturano) il quale sembra molto interessato a vedere Carmelina nuda come l’ha fatta la madre. La ragazza verrà così bollata dai suoi compaesani come “svergognata, donna dai facili costumi”. In seguito scoprirà di essere incinta, tesi confermata anche da Petrosina, l’ostetrica del paese (Fatima Bidetti), moglie dell’amico di famiglia Michele (Giuliano Ruolo). Il padre del nascituro sarà per tutti incerto: potrebbero essere lo scemo del villaggio (Michele Romano), Luigino (Espedito Rusciano), l’Avv. Pianese (Francesco Moreno) o il vero fidanzato della ragazza, Giovannino (Giuseppe Parisi). Giovannino, emigrato in Germania per guadagnarsi da vivere, è contrastato dal padre Mezzavotte (Umberto Minichini), dalla madre Francesca (Paola Mondino) e dal fratello “forzuto” Vincenzone (Vincenzo Vitale). Quella piccola inquadratura nel film da parte di Carmelina, suscita l’interesse di un grosso produttore cinematografico che invia un suo incaricato da Roma (Chiara Dominutti) a convincere i familiari a far trasferire la ragazza nella capitale, con l’appoggio del politico del paese On. Coppolino (Raffaele Lopardo). 

2013

 Pericolosamente 2013

Locandina A5 (2)Finalmente online il video integrale dello spettacolo “Pericolosamente”, che Teatromania ha messo in scena con Patrizia Caruso, Giovanni Caturano e Umberto Minichini, il 19 Ottobre 2013 al Teatro “Palamostre” di Udine, in concorso con la Onlus “Genitori Scatenati”.

Buona visione, Teatromania

I (Grazie a Carla Navarra)

Chiunque del nostro affezionato pubblico volesse contribuire a fornici altri video, foto o ritagli di giornali riguardanti la Compagnia, può  contattarci e vedremo, nel limite delle possibilità, di pubblicarli sul nostro sito. La vostra collaborazione sarà sempre bene accetta, forti dell’affetto e dell’entusiasmo che sempre ci portate.

Grazie, Teatromania

Madama Quatte Solde

51_fotonewsLa commedia ha come protagonista il desiderio di una donna proveniente da un quartiere povero di Napoli di elevarsi socialmente e culturalmente, dopo essersi arricchita economicamente. Trasferitasi con la famiglia in una delle zone più aristocratiche della città, comincia a leggere la Divina Commedia e a frequentare una famiglia appartenente ad una classe sociale che detiene ancora titoli nobiliari ma è rimasta senza una lira e che, cerca quindi di rimanere a galla tentando di combinare un matrimonio tra il figlio di “Madame quatte solde” e la loro figliola. I colpi di scena si susseguono a ritmo vertiginoso, ma ovviamente non ve ne faccio cenno perché questa commedia merita davvero di essere seguita attentamente. Ciò che emerge è che le origini non possono essere celate, che le radici non possono essere mai sradicate, nonostante l’apprezzabile sforzo della protagonista, che cerca di allargare i propri orizzonti culturali “studiando” insieme alla figlia passi del sommo poeta, nonché espressioni algebriche di elevato quoziente di difficoltà. Purtroppo, i tentativi falliscono abbastanza miseramente atteso che l’aspirante nobildonna ha più dimestichezza con le “scelle di baccalà” che non i libri e le buone maniere……E, pur predicando un contegno decoroso, richiamando più volte il fratello (che mantiene l’abbigliamento e i modi a cui era abituato e si esibisce inevitabilmente in esilaranti e rumorosi siparietti dai quali emergono le profonde radici popolari dei due. I sentimenti, nella commedia, come nella vita, si confondono con gli interessi economici ma – nel marasma generale – nascono, alla fine, degli affetti sinceri provocati dagli equivoci, che portano due ragazzi a legarsi ad un quasi scheletrico reduce di guerra (il cui cuore è combattuto tra l’orgoglio e la fame, ma il cui stomaco prende poi il sopravvento) come se questi fosse il padre che credevono morto, e a considerare alla stregua di un agente delle tasse colui che era effettivamente il vero padre, che ritorna dopo anni carico di soldi, tra l’indifferenza dei figli ma non della ex compagna abbandonata (ferita, ma guarita dal profumo del denaro).

2012

M’priesteme a’ Mugliereta

48_fotonewsLa prima edizione di questo spettacolo comico in lingua napoletana risale alla metà degli anni settanta, da un testo originale di Gaetano Di Maio, prendendo spunto da un canovaccio di Carlo Guarino, uno dei migliori autori del teatro comico partenopeo contemporaneo, rielaborato, in seguito, da Nino Masiello per la grande Luisa Conte. Già all’epoca della prima messa in scena della commedia ebbe un grande successo di pubblico e di critica tanto che fu rappresentata da un noto comico francese, Jacques Fabri, “M’priesteme a’ Mugliereta”, in italiano “Prestami tua moglie”, è un testo che tende alla risata pura senza pretese puntando sulla semplicità delle situazioni comiche e sulla naturalezza, si spera, dei personaggi e dei ritmi di recitazione.
La vicenda è ambientata negli anni ’80 e si racconta la storia di una promessa tra due amici (Camillo e Alberto). Alberto decide, accompagnato dalla sua consorte (Ida), si fionda all’improvviso nella casa di montagna di Camillo e Lucia, sua moglie, afflitto tra l’altro da un fortissimo esaurimento nervoso. L’ospite inatteso è totalmente sprovvisto di bagaglio a tal punto che comincerà presto a pesare sulla già fragile psiche di Camillo, chiedendogli in prestito un pò di tutto……….moglie compresa.
Gli autori ironizzano, con questa commedia, sui rischi che si corrono quando si presta qualcosa di personale, addirittura la propria moglie, creando su questo tema divertenti malintesi.

2011

 Signori Biglietti

signori bigliettiAvventure imbarazzanti, vicende paradossali, equivoci, imprevisti, ritmi vertiginosi. Sono gli ingredienti del vaudeville, genere di commedia che si affermò in Francia alla fine dell’Ottocento. Un matrimonio nato e non consumato, per colpa di un solerte bigliettaio delle ferrovie, che nel momento meno opportuno, entra bruscamente nello scompartimento dei due sposini in viaggio di nozze. Zac! Praticamente traumatizzato lo sposo. E la sposa che ritorna a casa “zitella” com’era partita. A casa il maritino “bloccato” si ritrova a dover fare i conti con la terribile suocera che gli ingiunge di dare immediata e sicura prova della sua virilità, pena l’annullamento del matrimonio. Come sbloccarsi? Un amico gli suggerisce di ricorrere alle arti di un’avvenente e disponibile cocotte. Bene! Ma che ti combina il destino? Il padre della sposa ha a sua volta una relazione proprio con la cocotte di cui sopra. Cocotte, tra l’altro, pittrice dilettante che sfrutta i suoi amanti, vendendo loro costosissimi quadri, complice uno stravagante alquanto bizzarro cameriere, che, in realtà sono di scarso valore. La vicenda raggiunge toni sempre più comici, quando nello studio della cocotte si ritrovano contemporaneamente tutti i personaggi della pochade. Incontri compromettenti, travestimenti improbabili e mal riusciti, fughe precipitose e un turbinio di risate per una serata di teatro senza pensieri.

2010

Tre Pecore Viziose

36_Immagine_003Le tre pecore viziose sono Fortunato, Camillo e Felice : tutti e tre sposati, che a dispetto delle mogli, se la passano con altrettanti giovani donne, alle quali lasciano intendere di essere scapoli e di avere la seria intenzione di ammogliarsi. I primi due sono avanti negli anni e vengono coinvolti in un rapporto nel quale il sentimento ci sta come il cavolo a merenda; l’altro, terzo, Felice, ancora giovane, suscita un sentimento più reattivo e attento. La trama parte vivace e stretta intorno ad una fetta del normale quotidiano e cresce in ampiezza man mano che si manifestano i personaggi; ma si fa più intensa ed esplosiva nel secondo atto nel corso dell’incontro delle tre pecore con le ragazze, e cresce ancora fino alla terzultima scena del terzo atto, per risolversi in un calo eccessivamente sbrigativo nell’ultima scena della commedia. Il titolo indica il tema del vizio del maschio, dell’uomo sposato, che non par che possa più definirsi tale, se non si lascia andare a divertimento extraconiugali; intenzionale la solidarietà tra “viziosi” che a parte tutto imprime al narrato una direzione imprevedibile. Ma quel che svolge il ruolo di fondo sta nel sotteso, interamente diffuso dalla ironia accettazione dell’autore di certe consuetudine maschilistiche, che si trasferisce allo spettatore e gli resta dentro come l’unico senso che può offrire la commedia.

 

 2009

Cane e Gatte

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Una commedia di Eduardo Scarpetta, scritta nel 1901, narra della vita familiare di Ninetta e Felice che è disturbata dall’eccessiva gelosia di lei. I due decidono di mettere al corrente dei loro litigi i genitori della stessa Ninetta (Don Raffaele e Donna Rosina), perchè dirimano la vicenda. Questi venuti a sapere della possibile separazione, fingono di litigare anche loro per mettere i due di fronte a questa triste realtà. Tra risse verbali vere o fasulle si inseriscono vari personaggi : Luigino, che vuole sposare Fifì, sempre accompagnata dal padre Don Peppino, Donna Lauretta, corteggiata da Antonino, ma che fa gli occhi dolci a Don Raffaele; Michele, sempre affamato, e sua  moglie Carmela; le cameriere Bettina e Teresina e il marito Carluccio.

2008

Miseria & Nobiltà

LOC miseria e nobiltàEduardo Scarpetta nasceva a Napoli il 13 marzo 1853, cominciò ad avvicinarsi al teatro all’età di quindici anni e si ritirò dalle scene solo nel 1909. Padre di Titina, Peppino ed Eduardo De Filippo, che mai riconobbe, morì il 29 settembre 1925 lasciandoci in eredità decine di testi che hanno fatto la storia del teatro umoristico partenopeo. E senza ombra di dubbio “Miseria e Nobiltà” è la commedia più conosciuta della produzione di E. Scarpetta, grazie anche alla memorabile interpretazione cinematografica di Totò. E’ la storia di due famiglie napoletane poverissime ed affamate, che grazie ad un colpo di fortuna si trovarono a recitare nei panni di nobili, così attuando con una truffa una sorta di socialismo universale elitario, per cui si realizza il sogno di un mondo intero popolato da soli nobili e senza più povertà. Una storia che racconta di una italietta ormai scomparsa fatta da famiglie costrette a coabitare e sbarcare il lunario con attività collaterali inventate, quali quella dello scrivano e del, prima salassatore e poi fotografo. Visse nel teatro e per il teatro. Scrisse per far ridere a ogni costo, aggirando la mente, soltanto a piè pari la meditazione del pensiero, assolutamente che solo l’ilarità potesse offrire all’uomo la possibilità e il mezzo per difendersi dalla rispettività del quotidiano e dai suoi meccanismi che demoliscono i sogni e le aspirazioni. Per Scarpetta solo il teatro possiede lo strumento per costruire un’oasi d’evasione, arrivando a forzare imprevedibilmente il modo e i limiti della fantasia.

 

 

 

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